spacer.png, 0 kB

Accesso utenti






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati

Newsletter

Tieniti aggiornato con la nostra Newsletter!






spacer.png, 0 kB
Ultimi editoriali
Il treno di Ilyic Ulianov
Scritto da Administrator   

stazioneUn panorama piatto, senza alberi né fiori (soltanto artificiali: rose di plastica, sempreverdi di polipropilene oppure disidratati e messi lì a ricordare che il confine tra vero e falso è molto spesso flebile) … una città piatta, un dormitorio per lombrichi sì operosi ma da un’altra parte … e questa gente piatta, senz’anima e senza orizzonti, senza istanti e senza ripensamenti … una folla di entità senza identità … una folla solo apparente fatta di un numero imprecisato di solitudini pesanti, di inquietudini uccise dalla paura di cambiare, di perdere qualcosa che in realtà non hanno mai posseduto … e quei volti assenti, quegli occhi vuoti che li guardi e ti sembrano privi di vita … vanno e vengono ogni giorno, per mille e mille giorni, per un’eternità che non dà requie …

Che ci sto a fare in questa stazione?

E’ un altro mondo … che senso ha la mia presenza in questo cimitero frequentato da gente esteriormente viva?

L’avevo abbandonato, questo posto, più di duemila sigarette fa … sessanta bocce di Cartizze fa (sessanta sigarette al giorno, due bottiglie al giorno: il conto fatelo da soli) … prima aveva un senso … ma adesso?

Appoggio la testa al muro ed espiro il fumo dalle palpebre (io provo a respirare dalle palpebre: qualcuno ha detto che stimola l’attività cerebrale) … sento un alito leggero che mi accarezza le guance … prima leggero, un soffio, poi sempre più forte fino a diventare la bufera che sferza il viso e ti mette angoscia … è il treno che arriva … stridendo si ferma e la speranza si mischia alla malinconia di un ricordo che riaffiora prepotente (però lo volevo dimenticare, quel ricordo) …

Ecco che scendono, gli zombi … eccoli marciare lungo la banchina come un esercito disfatto da migliaia di sconfitte … sto cercando un soldato che mi sembra abbia combattuto al mio fianco anche in questo squallido posto di disfatte quotidiane?

Eppure ricordo che ci furono battaglie qui, duemila sigarette fa … ed io avevo pensato di averle vinte … ed io avevo pensato ci fosse qualcuno accanto a me … che sciocco ad aver pensato di battere la vita!

La nuvola lassù, piccola, bianca come neve volante, come un sogno candido che si lascia sognare, mi guarda … forse sorride … abbasso lo sguardo e quegli occhi verdi mi entrano nelle pupille, trapassano mille barriere che cercavano di difendermi ed arrivano lì, dove il nulla ridiventa realtà … dove il sogno ridiventa realtà.

Ma non è vero … quegli occhi che mi hanno bucato la cornea non mi hanno visto, li ho solo immaginati tentando di far tornare un amore morto … cercando … cercando qualcosa che non ha più senso cercare.

Il treno è ripartito, la gente sparita, la stazione è vuota, desolata come il deserto … la mia piccola nuvola non sorride più e comincia a piangere pioggia sulla mia testa disperata …

Fa male restare qui a ricordare … ma non me vado … appoggio la testa al muro e continuo ad espirare il fumo dalle palpebre …

 

 
Il treno di Ilyic Ulianov
Scritto da Budhor   
 
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB